giovedì 13 luglio 2017

CONTINUIAMO A SCOPRIRE IL CAMPER: IL SEMINTEGRALE ED IL MOTORHOME



IL CAMPER SEMINTEGRALE

Questo tipo di camper, detto anche profilato, è simile al mansardato, ma privo della mansarda stessa ed è raccordato alla cabina in modo da ottenere una maggiore aerodinamicità. Ai tipici mansardati, con il profilo molto basso, da qualche anno ha fatto la comparsa il letto basculante, che è un compromesso, tra il camper mansardato ed il semintegrale. In pratica, le aziende produttrici, hanno rialzato il cupolino sulla cabina, sistemando un letto, detto basculante, perché sale e scende, in modo da avere un letto sempre pronto e senza la mansarda, che come abbiamo detto nel precedente post, incide sui consumi e rende la guida più impegnativa. Le piante dei semintegrali sono simili a quelle dei mansardati, ma hanno la caratteristica di avere la dinette, con un solo divanetto, fronte marcia, a volte uno laterale ed i sedili della cabina che si girano, in questo caso si dice semi-dinette. Anche i camper semintegrali hanno tutto ciò che ho descritto sui camper mansardati, cucina, bagno, doccia, frigorifero e riscaldamento.





IL MOTORHOME

Come potete vedere dalla foto, il Motorhome è un tipo di camper più lussuoso e costoso dato che l'intera struttura è costruita e disegnata exnovo utilizzando solo la parte motoristica (telaio scudato) del mezzo da cui proviene. Anche la parte destinata ad ospitare il guidatore durante la marcia diventa parte integrante dell'ambiente vivibile durante le soste. A prima vista può sembrare un mezzo molto imponente e difficile da guidare, ma una volta presa la mano e fatto l'occhio agli ingombri, l'interno si fa apprezzare per spazio e luce. Essendo un camper di categoria superiore, anche i materiali di costruzione e le suppellettili, rendono il Motorhome, il sogno di molti camperisti.


Nel prossimo post, vi parlerò dei Van, una categoria di camper, ricavato da un furgone e che sta conquistando consensi, sempre più evidenti, grazie alla facilità di guida ed al risparmio nei consumi.



mercoledì 12 luglio 2017

OGGI PARLIAMO DELLE VARIE TIPOLOGIE DI CAMPER







Che cos'è un Camper? Abbiamo visto come lo cataloga il codice della strada, ma in poche parole e nel linguaggio comune, il camper è un autoveicolo che viene  anche chiamato volgarmente: casa viaggiante o casa su ruote. Casa perchè ci sono tutte le comodità di una casa. Cucina, frigorifero, riscaldamento, letti, bagno, doccia. Ci sono serbatoi per l'acqua e per il recupero delle acque usate per lavare i piatti o per la doccia, dette grige e la cassetta per le acque nere, quelle utilizzate per il wc. Quindi, ricapitolando, il camper ti da la possibilità di essere autonomo e di spostarti in varie località, dal mare alla montagna, nel pieno rispetto della natura e dei luoghi che si visitano. Naturalmente ci sono delle regole da rispettare, soprattutto per il rilascio delle acque grige e nere, che vanno rilasciate in spazi appositamente costruiti per tale scopo.
Cominciamo però, a scoprire le varie tipologie di camper.Le tre tipologie classiche di camper sul mercato sono:

  1. MANSARDATO
  2. SEMINTEGRALE
  3. MOTORHOME
Negli ultimi anni, hanno preso sempre più spazio i VAN o CAMPER PURI.

MANSARDATI




Detto anche motocaravan, è un veicolo ricreazionale a motore ottenuto dall'applicazione di un abitacolo prefabbricato, generalmente a pannelli sandwiche, provvisto di mansarda, su un autotelaio cabinato prodotto di serie. Le disposizioni interne possono essere varie, ma la caratteristica principale del MANSARDATO, è di avere un letto matrimoniale sulla cabina di guida. E' una disposizione, che permette di avere un letto con due posti, sempre pronto all'uso. 



Oggi le dimensioni sono diventate veramente generose e grazie ai finestrini, generalmente due, ed all'oblò, viene assicurata una buona areazione, mentre ormai anche i modelli più economici, hanno la canalizzazione dell'aria calda, anche in mansarda, per assicurare una temperatura accettabile, anche d'inverno. Naturalmente la mansarda è accessibile, tramite una scaletta, che viene posizionata al momento di accedervi e posizionata sul letto, quando non viene utilizzata la mansarda o in viaggio. Mentre la mansarda assicura più spazio all'interno del camper, avendo a disposizione sulla cabina di guida un bel letto matrimoniale, penalizza però i consumi e rende la guida più impegnativa. Le disposizioni del camper mansardato, possono prevedere un altro letto matrimoniale in coda posizionato in maniera trasversale, con garage sottostante,, oppure due letti a castello sempre in coda oppure ancora un letto centrale in coda detto stile nautico o ancora un letto matrimoniale basso, posizionato nell'angolo in fondo al camper, detto "alla francese" e negli ultimi tempi, possiamo trovare anche due letti singoli, posizionati parallelamente che possono anche essere uniti per formare un letto matrimoniale dalle misure molto generose.. La parte del camper, dedicata al pranzo ed ai momenti di convivialità, si chiama dinette, ed è composta da un tavolo ed uno o due divanetti. Alcune disposizioni, prevedono un solo divanetto a due posti, il tavolo ed i due sedili della cabina, che si girano verso il tavolo. Ecco un paio di disposizioni di camper mansardati.







Continueremo la nostra la nostra scoperta del camper parlando dei semintegrali.

Cominciamo a conoscere il camper

Cominciamo da cosa dice il codice della strada relativamente ai Camper.

Art. 185. Circolazione e sosta delle autocaravan.
"Nuovo codice della strada", decreto legisl. 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni.

TITOLO V - NORME DI COMPORTAMENTO

Art. 185. Circolazione e sosta delle autocaravan.

1. I veicoli di cui all'art. 54, comma 1, lettera m), ai fini della circolazione stradale in genere ed agli effetti dei divieti e limitazioni previsti negli articoli 6 e 7, sono soggetti alla stessa disciplina prevista per gli altri veicoli.

2. La sosta delle autocaravan, dove consentita, sulla sede stradale non costituisce campeggio, attendamento e simili se l'autoveicolo non poggia sul suolo salvo che con le ruote, non emette deflussi propri, salvo quelli del propulsore meccanico, e non occupa comunque la sede stradale in misura eccedente l'ingombro proprio dell'autoveicolo medesimo.

3. Nel caso di sosta o parcheggio a pagamento, alle autocaravan si applicano tariffe maggiorate del 50% rispetto a quelle praticate per le autovetture in analoghi parcheggi della zona.

4. È vietato lo scarico dei residui organici e delle acque chiare e luride su strade ed aree pubbliche al di fuori di appositi impianti di smaltimento igienico-sanitario.

5. Il divieto di cui al comma 4 è esteso anche agli altri autoveicoli dotati di appositi impianti interni di raccolta.

6. Chiunque viola le disposizioni dei commi 4 e 5 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 84 a euro 335.

7. Nel regolamento sono stabiliti i criteri per la realizzazione, lungo le strade e autostrade, nelle aree attrezzate riservate alla sosta e al parcheggio delle autocaravan e nei campeggi, di impianti igienico-sanitari atti ad accogliere i residui organici e le acque chiare e luride, raccolti negli appositi impianti interni di detti veicoli, le tariffe per l'uso degli impianti igienico-sanitari, nonché i criteri per l'istituzione da parte dei comuni di analoghe aree attrezzate nell'ambito dei rispettivi territori e l'apposito segnale stradale col quale deve essere indicato ogni impianto.

8. Con decreto del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro dell'ambiente, sono determinate le caratteristiche dei liquidi e delle sostanze chimiche impiegati nel trattamento dei residui organici e delle acque chiare e luride fatti defluire negli impianti igienico-sanitari di cui al comma 4.

venerdì 16 giugno 2017

UNA PASSEGGIATA TRA VALTELLINA E TRENTINO CON AMICI






E finalmente ferie. Una settimana ma pur sempre ferie. Dopo una prima metà di anno molto tribolata, a causa di problemi di salute, finalmente riusciamo a rimettere in moto il camper. Il camper è stata in questi mesi la cosa che più ci è mancata, per noi rappresenta una valvola di sfogo. Partire in camper, anche solo per un week end, libera la mete dallo stress quotidiano. Un pò mi ero dimenticato cosa vuol dire preparare una vacanza in camper, guardi tanti posti che sembrano la meta giusta per poi finire ad andare da tutt'altra parte. Ma questo è il bello di avere il camper, viaggi ancora prima di partire e poi puoi cambiare destinazione in qualsiasi momento. Scrutando anche le previsioni meteo, alla fine si è deciso per la Valtellina, Livigno ed il Trentino.
Seguitemi, vi aggiornerò con foto e tappe e magari suggeritemi qualche deviazione.


Ed eccoci in tipica tenuta da camperista. Veranda aperta, tavola apparecchiata, sedie, ed un buon pranzo. Dopo circa tre ore di viaggio, la nostra prima tappa è Morbegno. Paesello a me caro, perché ci ho vissuto per 10 anni. Qui c'è un'area sosta camper con la quale ho fatto una convenzione con il mio gruppo e quindi ci verrà applicato uno sconto del 10% sulla tariffa. In quest'area sosta aspettiamo i nostri amici di Modena, Maurizio e Raffaella con i quali passeremo il resto della vacanza. Ma questa mattina dopo ben 34 anni, ho rivisto ed abbracciato il mio più caro amico. È stata una emozione immensa. Quando le amicizie sono vere durano per sempre. 
Dunque siamo a Morbegno. Questa sera c'è la manifestazione "La Mezzanotte Bianca" con negozi aperti e spettacoli. Domani faremo un bel giro lungo la ciclabile che fiancheggiata il fiume Adda e Lunedì ripartiremo alla volta di Livigno.
Ciao ciao. Al prossimo aggiornamento.

Domenica 18 giugno

Dopo esserci svegliati con molta calma, ci siamo organizzati per fare una passeggiata in bicicletta. Vicino all'area sosta passa una deliziosa ciclabile che da Morbegno porta a Colico.  Piccolo paesino sul lago di Como. In un primo momento doveva essere un semplice giro di un'oretta, invece poi visto che la ciclabile è abbastanza pianeggiante, abbiamo deciso di percorrere tutti e 20 i chilometri e di fermarci poi a pranzo per riaffrontare il ritorno nel pomeriggio. La scelta si è rivelata felice, in quanto abbiamo potuto ammirare un paesaggio molto bello con molto verde ed il fiume Adda che scorreva al nostro fianco. Ad un certo punto ci siamo ritrovati vicino al punto in cui il fiume si unisce al lago. Insomma è stata una bella giornata. Tornati al camper ci siamo fatti una bella doccia una cenetta sotto la veranda e poi a nanna. Domani si va a Livigno.
Ultima annotazione, due giorno all'area sosta di Morbegno convenzionata con il gruppo 24 euro.


LUNEDÌ 19 GIUGNO

Eccoci pronti per Livigno. La distanza da coprire non è molta, circa 85 chilometri e non abbiamo fretta. Partiamo percorrendo l'unica strada che c'è, e la velocità e di 70 km/h visto il limite. Essendo lunedì però non c'è traffico. Facciamo una breve sosta ad un ipermercato per reintegrare il frigorifero e poi senza sosta proseguiamo. Lo scenario che ci accompagna è molto bello, la Valtellina è una valle tra due catene montuose, baciata dal sole. Il versante al sole e pieno di vitigni, e si producono dei vini molto ricercati. Giungiamo a Villa di Tirano e qui cominciamo a salire verso il passo Forcola.  Abbiamo scelto questo percorso per andare a Livigno, piuttosto che passare da Bormio, perché questo passo è chiuso d'inverno e lo spettacolo che ci riserverà è unico. Incontriamo salendo il famoso trenino del Bernina, bellissima fotografia con il colore rosso del treno ed il verde dei prati.


Passiamo la dogana senza problema è ci fermiamo in un piccolo spiazzo per respirare aria fresca e fare due foto. Arriviamo a Livigno verso le 13, la percorriamo tutta, perché arrivando dal Passo Forcola si arriva a nord del paese. In fondo al paese poco prima della famosa Latteria di Livigno e dopo la cabinovia del Mottolino, entriamo e ci sistemiamo presso il Camping Pemont. Abbiamo pranzato e dopo esserci rilassati un po',  abbiamo inforcato le biciclette e siamo andati in centro del paese. Una bella passeggiata di tutto il paese, scrutando le vetrine dei negozi e poi ritornati al camper, cena a base di Crescentine.  L'aria si faceva via via sempre più fresca, fino a giungere a 14 gradi e la felpa dava quel giusto calore. Era il momento di infilarsi sotto le coperte.

MARTEDÌ 20 GIUGNO

Il programma di oggi è molto semplice. Sveglia con molta calma e gita con la cabinovia al Mottolino. Pomeriggio con passeggiata in paese per qualche acquisto di liquori e vino.
La sveglia come solito suona verso le ore 8.00 e dopo aver fatto colazione con il sole che fa capolino tra le montagne e comincia a scaldare i tavoli sotto le verande, di buona lena ci dirigiamo presso la cabinovia del Mottolino. Mentre io , Claudia e Raffaella saliamo per goderci il panorama e prendere un po' di sole, Maurizio sale portandosi la bicicletta perché scenderà da vero temerario attraverso i percorsi appositamente tracciati per Mountain Bike.  La mattinata trascorre in completo relax e dopo aver preso un aperitivo torniamo ai camper per pranzare. Si pranza come sempre tutti assieme, ognuno porta un po' del suo ed in assoluta tranquillità si chiacchiera e si pranza. Dopo a piedi andiamo in paese e passeggiando ridiamo un occhio ai negozi. Torneremo ai camper con l'amaro tipico della Valtellina, il Braulio un po' di cioccolata svizzera ed una bottiglia di vino sempre della Valtellina.  Domani si levano le tende da Livigno ed attraverso il passo del Gallo andremo in direzione Glorenza e Lago di Resia.



MERCOLEDÌ 21 GIUGNO

Dopo aver effettuato lo scarico ed il carico ci apprestiamo a partire non prima di aver fatto il pieno di gasolio. Il costo è di 0,831 al litro, davvero conveniente.  La strada che percorriamo costeggia il lago in fondo al paese, in questo periodo è scarso di acqua ed ad un certo punto c'è la barriera per il pagamento del pedaggio. Subito non ne capiamo il motivo ma poi affrontiamo un tunnel a senso unico, veramente lucubre, i camper ci passano tranquillamente ma occhi aperti e mani ferme sul volante. All'uscita del lungo tunnel c'è la dogana e si entra in Svizzera.  Il paesaggio è meraviglioso. Ci accompagna il verde delle montagne ed una piacevole frescura. Viaggiamo a velocità da vacanza, e con molta tranquillità raggiungiamo prima Glorenza ma non ci fermiamo perché proseguiamo fino all'area sosta sul lago Resia. L'area sosta si trova proprio alla fine del lago e non offre molto. In verità è semplicemente un parcheggio ed il costo è di 10 euro per 24 ore oppure un euro ogni ora. Noi decidiamo di pranzare e poi ripartiamo alla volta dell'area sosta di Glorenza fermandoci però prima al parcheggio proprio difronte al campanile nel lago. In verità c'è il divieto di sosta per i camper ma la sbarra è aperta e decidiamo di sostare.  Paghiamo un euro per un'ora e facciamo il giro attorno al campanile scattando un po' di foto.


Ripartiamo alla volta dell'area sosta che in verità è un campeggio davvero carino a poche centinaia di metri da Glorenza,  sistemato nel verde, tra il fiume e la pista ciclabile. Il campeggio si chiama Camping am park. Piazzati sotto due alberi, apriamo le verande, mettiamo i tavolini, le sedie e le sdraio e partiamo per una passeggiata a Glorenza. Passeggiata piacevole alla scoperta di questa cittadina tra le mura. Scopriamo un bel parco attorno ad un bastione e dopo aver visitato in lungo e largo il paese,  torniamo al camper. Una buona cena in compagnia, tra una chiacchierata e l'altra e giungiamo all'ora di andare a nanna. Domani ci aspettano molti km in bicicletta.  Andremo da Glorenza a Merano.

GIOVEDI' 22 GIUGNO


Ed eccoci pronti a partire. Ci aspettano 60 km in bicicletta, da Glorenza a Merano. La ciclabile che percorreremo è veramente bella, attraversa tutta la Val Venosta, da Merano a Malles. Km e Km di strada tra alberi, meleti ed il fiume Adige. La ciclabile è quasi sempre in leggera pendenza, tranne un tratto in leggera salita, che si fa sentire nelle gambe, ma per fortuna il ritorno è previsto in treno. Infatti c'è un servizio di trasporto delle biciclette che da Merano ti permette di ritornare in treno. Ma tra di noi c'è un atleta, Maurizio che riuscirà a ritornare in bicicletta. 120 km in bicicletta, da non credere. Il percorso è molto piacevole, e divertente oltre che fatto in piacevole compagnia, ma la fatica alla fine si farà sentire e gli ultimi km saranno pesantissimi. Ad un certo punto siamo costretti ad attraversare con la ciclabile dei meleti che i contadini stavano annaffiando e non essendoci altra strada, siamo stati costretti a bagnarci, ma vista la calura e l'euforia è stato un bel momento di divertimento. Nonostante i km da percorrere sono tanti, proseguiamo imperterriti, facendo qualche sosta, soprattutto in corrispondenza di una fontana. Per fortuna gli ultimi km sono in discesa e che discesa. Ripida e con tornanti, tanto che in alcuni punti raggiungiamo anche la velocità di 40 km/h.
Finalmente arriviamo a Merano, ma ci aspettano temperature molto elevate. Il caldo è notevole, quindi parcheggiamo le biciclette e cerchiamo un posto per mangiare. Troviamo un ristorantino e tre di noi decidono per una bella cotoletta e patatine fritte, mentre Maurizio opta per la pizza.


Il ritorno è piacevolmente in treno, mentre le bici sono sul furgone che fa il servizio di trasporto, il tutto per soli 7 euro. Dopo circa un'oretta, arriviamo a Malls, dopo poco arriva il furgone, prendiamo le biciclette e con una piacevole discesa, arriviamo in campeggio a Glorenza. La pista ciclabile passa proprio davanti al campeggio. Una doccia, la cena ed a nanna, domani si parte per la Val di Rabbi.




VENERDI' 23 GIUGNO

Oggi abbiamo in programma un piccolo spostamento. Intendiamo andare all'area sosta "AL PLAN" in Val di Rabbi. Questo posto mi è stato segnalato da un iscritto al mio gruppo "LIBERA-MENTE IN CAMPER" e tra parentesi sono riuscito anche a stipulare una convenzione. Quindi, senza fretta, siamo in ferie, attraversiamo tutta la Val Venosta e poi tra sali e scendi panoramici ma anche con un po' di curve, giungiamo all'area sosta. Veniamo accolti in maniera gentile, ci fotocopiano la tessera del gruppo, per lo sconto, e ci sistemiamo in piazzola. Lo scenario che abbiamo davanti e da favola. Alberi, prati verdi, camper parcheggiati in modo ordinato ed ancora non avevamo visto tutto.

 
Naturalmente visto l'orario, la prima cosa che abbiamo fatto è stato apparecchiare e pranzare, poi siamo partiti alla scoperta della Val di Rabbi. L'area sosta è posta tra il verde ed un torrente, c'è solo l'imbarazzo della scelta. Sapevamo della presenza di un ponte sospeso, ponte Tibetano, e così ci siamo incamminati lungo il sentiero, e se anche con un po' di fatica, siamo giunti al ponte, che un po' di soggezione a dire il vero la mette. Ma quando sei lì, non puoi tirarti indietro.


Dal Ponte Tibetano, si ammira una bella cascata che rinfresca l'aria circostante che già di per se è fresca, ma qui veramente sembra di avere un condizionatore di fronte. Le passeggiate possibili qui sono innumerevoli. Si possono raggiungere le "Malghe", sia a piedi che accompagnati dai gestori e poi c'è il percorso "delle Segherie". Un percorso che ti porta a conoscere come funzionavano le Segherie, che sfruttavano i corsi d'acqua, convogliandoli nelle tipiche ruote, che spinte dall'acqua, facevano funzionare gli attrezzi della segheria.




La serata si conclude con una bella cena in compagnia, quattro chiacchiere e tanta frescura.

SABATO 24 GIUGNO

Oggi decidiamo di passare l'ultimo giorno, senza particolari escursioni. Vogliamo goderci questa pace e la natura che ci circonda, ma una bella passeggiata, comunque ci sta bene. Poi un po' di relax in veranda e immancabilmente un po' di malinconia, comincia ad affiorare. E' stata una settimana veramente bella. Abbiamo visto tanti posti ed abbiamo condiviso questa vacanza con i nostri Amici, la A maiuscola non è un errore, Raffaella e Maurizio. E' stata la nostra prima vacanza in compagnia, siamo solitamente solitari e ci siamo molto divertiti. Esperienza sicuramente da ripetere.














mercoledì 8 marzo 2017

Il viaggio: capo nord 3^ parte








DA VIGNOLA A CAPO NORD IN TRE SETTIMANE

QUINTA PARTE


MARTEDI’ 1 GIUGNO  HARNOSAND – JAVRE - ROVANIEMI 
KM. 722


Oggi ci aspetta una buona tappa di molti chilometri, ma ieri è stata una giornata stupenda e siamo pronti per arrivare da Babbo Natale. Per fortuna il tempo è ancora bello, c’è il sole e la temperatura è ideale. Con un po’ di nostalgia, giriamo la chiave e ripartiamo. La strada per ora è sempre la stessa, molto scorrevole ed il paesaggio si snoda tra mare e distese di alberi. Verso le ore 12,30, arriviamo a Javre, Abbiamo il riferimento di un’area sosta e non facciamo fatica a trovarla. Anche questo è un angolo molto carino. Troviamo dei parcheggi sul mare, con bagni, carico e scarico e persino un faro, che naturalmente immortaliamo nelle nostre foto. Come ormai capita sempre, non siamo soli, ci sono altri camper. Ci parcheggiamo, facciamo un giro delle foto e pranziamo. Ci aspetta il passaggio dal confine della Svezia a quello della Finlandia, con il conseguente passaggio all’Euro come moneta ed allo spostamento in avanti di un’ora sull’orologio. Poco prima di giungere al confine tra Svezia e Finlandia, troviamo in un’area di servizio un cartello che ci indica la distanza dal confine e da Capo Nord.
Non possiamo non fermarci e scattare delle foto. Ripartiamo e dopo poco, eccoci al confine, i cartelli ci dicono chiaramente che lasciamo la Svezia per entrare in Finlandia. Il paesaggio cambia un pò, perché qui troviamo distese infinite di alberi e strade diritte fatte di saliscendi. E’ ancora giorno, approfittiamo di avere l’euro come moneta e facciamo 50 euro di nafta ad un distributore. Siamo per arrivare a Rovaniemi, al Circolo Polare Artico. Da qui in poi non farà più buio. Il parcheggio del villaggio di Babbo Natale, non è affollato, ci saranno una decina di Camper. Arriviamo verso le 19,30 e naturalmente, posizionato il camper, ci facciamo un giro di perlustrazione. Non fa freddo, scattiamo delle foto, cerchiamo di capire che cosa ci aspetta l’indomani e torniamo al camper per cenare.Ceniamo e siccome siamo curiosi di passeggiare di notte ma con il sole, usciamo e ci facciamo una lunga passeggiata, ma nonostante la notte non scenda, è arrivata l’ora di andare a dormire. C’è silenzio attorno a noi e si dorme tranquilli, anche se sentiamo qualche goccia di pioggia.









MERCOLEDI’ 2 GIUGNO  ROVANIEMI – VILLAGGIO DI BABBO NATALE E.......VERSO CAPO NORD

Ci svegliamo riposati. Oggi il programma è di fare un giro tra i negozi ed incontrare Babbo Natale. Non abbiamo dubbi, sarà anche una cosa da bambini, ma abbiamo fatto fin’ora 3.500 km e non vogliamo perderci questa occasione. E poi lo abbiamo sentito raccontare dagli altri ed ora tocca a noi. Siamo noi lì con Babbo Natale.  Non rinunciamo alla foto, costo 30 euro, ma rinunciamo al video, un giro veloce tra i souvenir e le foto sul famoso parallelo del Circolo polare Artico.

Siamo pronti per partire, oggi vogliamo avvicinarci il più possibile a Capo Nord, in modo da arrivarci l’indomani mattina. Partiamo con questo programma, proseguendo spediti. La strada è ancora scorrevole e si riescono a fare tanti chilometri. Ci fermiamo all’incirca poco prima di arrivare a Inari. Sono le 14 circa, troviamo un’area di servizio e ci fermiamo per pranzare. Abbiamo fatto molti chilometri e stiamo valutando di accelerare per arrivare a Capo Nord in serata, perché le previsioni non sono buone. Man mano ci avvicineremo alla grande meta, il tempo è dato in peggioramento. Ripartiamo con molti dubbi, decideremo strada facendo, in base al tempo, ai chilometri che mancheranno ed alla stanchezza, ma…….comincia a salire l’adrenalina perché la meta di Capo Nord si avvicina e sarà difficile andare a dormire e rinviare l’arrivo a Capo Nord. Ma…..questo non posso raccontarvelo così velocemente, ho bisogno di più tempo. Vi lascio con il dubbio, saremo arrivati a Capo Nord o ci saremo fermati a dormire…..

martedì 7 marzo 2017

Costa azzurra

ST. MAXIME – PORT GRIMAUD – SAINT TROPEZ               23 – 25 APRILE 2016





Dopo aver scrutato per giorni le previsioni del tempo, decidiamo di partire alla volta di Saint Tropez, dove ci sembra che la pioggia non arriverà. Visto i pochi giorni a disposizione, decidiamo di partire non appena a casa dal lavoro, il 22 aprile alle ore 18,30, tutto è pronto e si parte. Naturalmente la settimana che precede la partenza, per quanto possibile, il camper è stato preparato e mancavano solo le ultime cose e da riempire il frigorifero. Come prima destinazione, non abbiamo una meta precisa, ma sarà lo stomaco con i suoi lamenti a dirci quando è ora di fermarci. Per fortuna non c’è traffico verso Milano, anzi vediamo che le corsie dell’autostrada dalla parte opposta verso sud, sono già intasate di macchine e camper e ci riteniamo fortunati. Verso le ore 20,15 ci fermiamo all’Autogrill di Stradella Nord, circa 40 km dopo Piacenza, acquistiamo 3 camogli che mangiamo sul camper. Abitualmente abbiamo tutto con noi, quindi difficilmente acquistiamo in autogrill, visto i prezzi, ma essendo in viaggio e volendo arrivare a dormire il più vicino possibile alla destinazione, optiamo per una cenetta veloce. Dopo un paio di ore di guida, verso le 23,00 decido di fermarmi in un’area di servizio, dove ci sono altri camper, e di dormire un po’. La notte trascorre tranquilla e verso le 5,00 sveglia e si riparte. Si fanno un altro paio di ore di guida e poi ci si ferma ormai in Francia, dopo Menton a fare colazione. Il tempo tutto sommato è discreto, ci stiamo lasciando dei grossi nuvoloni neri, ma davanti a noi, all’orizzonte si intravede il colore azzurro del cielo ma anche l’azzurro del mare della Costa Azzurra.
Le autostrade francesi sono molto care, ma visto che non abbiamo molti giorni, proseguiamo spediti verso l’obbiettivo e per una volta, regaleremo ai francesi qualche euro e comunque altre volta quando abbiamo fatto la costa azzurra per strade statali, non sempre sono state molto agevoli. Non troviamo traffico ed alle ore 9,00 arriviamo a destinazione. Il campeggio è il “ DES MURES”, è posizionato nel golfo di Saint Tropez, tra le città di St. Maxime e Port Grimaud. (Port Grimaud 83310 route du Littoral, 2721 – GPS N43°17’2” E6°35’30”). Sul navigatore mettere come destinazione Port Grimaud e dopo essere usciti dall’autostrada A8 ( uscita di Le Muy seguire Sainte Maxime-St Tropez), si scende giù verso il mare, si attraversa la città di St Maxime e dopo circa 6 km di strada che costeggia il mare, direzione Port Grimaud, appaiono le bandiere ed il cartello del campeggio. Naturalmente vista la zona, le tariffe del campeggio sono allineate ai prezzi di tutte le altre cose in zona, ma noi ormai da 10 anni, acquistiamo la tessera Acsi ed in bassa stagione abbiamo prezzi prestabiliti, abbastanza favorevoli. Infatti paghiamo 19 euro al giorno più l’immancabile tassa di soggiorno di 0,60 euro a testa, totale per due notti 40,40 euro, con piazzola quasi sul mare, corrente, docce calde gratis, carico e scarico. Dopo aver sistemato il camper sui cunei, attaccato la corrente, scaricato le biciclette e dato una sbirciatina al mare, decidiamo di andare subito in esplorazione e visto che davanti al campeggio, c’è una invitante pista ciclabile, decidiamo di percorrerla in direzione Port Grimaud. Non abbiamo informazioni su questo luogo, quindi per noi è una piacevolissima scoperta. Un paesino dove si accede solo in barca, a piedi o in bicicletta (tranne qualche macchina di chi risiede o lavora). Siamo felicemente sorpresi dalla bellezza di questo posto, con stradine e ponticelli che si intrecciano con i canali che dal mare arrivano a lambire case e negozi, e dalle casette colorate che si affacciano sui canali. La percorriamo in lungo ed in largo a piedi, scattando un bel po’ di foto, e facendoci rapire dai negozietti che espongono souvenir colorati e profumati ( la vicinanza della Provance con fiori e saponette alla lavanda si fa sentire). Siamo già molto soddisfatti del luogo scelto per questo giro di pochi giorni, anche perché, seppure c’è un’arietta frescolina, il sole non ci abbandona mai e per domani le previsioni continuano a prevedere sole. Giriamo e rigiriamo per le stradine di Port Grimaud (per chi vuole si possono affittare piccole imbarcazioni guidabili senza patente) e verso le 12,30, decidiamo di tornare al camper. Possiamo pranzare, guardando la tv e prepararci per la gita pomeridiana, sempre in bicicletta a St. Maxime. La posizione del campeggio è veramente perfetta, quindi alle 14,30, partenza per la parte opposta a Port Grimaud e sempre usufruendo della pista ciclabile in mezz’oretta arriviamo a St Maxime. Parcheggiamo le biciclette e partiamo alla scoperta di questa cittadina. All’inizio pensiamo che ci sia da vedere tutto e solo lungo la strada che costeggia il mare. C’è il porto ed un parco, ma niente più, poi ci addentriamo verso l’interno e qui scopriamo i vicoli animati dai turisti, pieni di negozietti caratteristici. Un’altra bella scoperta e pensare che eravamo venuti da queste parti per vedere St. Tropez ed al primo giorno già ci siamo gustati due piacevoli sorprese. Anche qui, percorriamo più volte i vicoli, curiosando tra i vari negozietti, senza farci attrarre dalla voglia di acquistare. Per chi dovesse venire qui e fare il nostro stesso percorso, per le biciclette c’è un parcheggio dedicato all’interno del parcheggio del porto, con 70 posti e tanto di cartello. Alle 18,30, ormai stanchi, riprendiamo le nostre biciclette e ritorniamo verso casa, il camper, fermandoci di tanto in tanto a scattare una foto, perché la ciclabile costeggia il mare ed è una finestra sempre aperta sul golfo di St, Tropez, che si trova proprio dall’altra parte del golfo e domani sarà la nostra meta. Cena, tv e nanna. Domenica 24 aprile. Appena svegli, notiamo che il sole fa capolino tra l’oblò e capiamo che sarà un’altra splendida giornata. Facciamo colazione e guardando il mare ci verrebbe voglia di prendere le sdraio ed oziare sulla spiaggia facendoci scaldare da un bel sole, ma la nostra meta è lì, a 9 km da noi e quindi risaliamo in sella alle nostre biciclette e partiamo. Anche la ciclabile verso St. Tropez è molto bella, sempre segnalata e per molti tratti pianeggiante. Alle 9,00 siamo già a St. Tropez, la città dorme ancora, ma questo l’abbiamo capito dopo. Parcheggiamo le biciclette vicino ad una piazza, dove non c’è nessuno, i negozi sono ancora chiusi e le strade deserte. Per essere sinceri, non ci siamo preparati una cartina, perché la decisione di venire da queste parti è stata presa la mattina del 22 guardando le ultime previsioni dell’aeronautica militare. Ci guardiamo un po’ intorno e decidiamo un po’ spaesati, di intraprendere un percorso pedonale in salita che indica un castello ed un percorso panoramico. Dopo poche centinaia di metri in salita il percorso diventa pianeggiante e giungiamo ai piedi di una scalinata che porta ad un castello denominato “ La Citadelle de Saint – Tropez” al cui interno si accede pagando 3 euro a testa ed oltre a godere di uno splendido panorama sul golfo e sulla città, si visita anche il museo della storia marittima di St. Tropez. Non ci facciamo scappare l’occasione di scattare foto che ritraggono sia il golfo, si vede chiaramente dall’altra parte la città di St. Maxime, che abbiamo visitato ieri, che il porto di St. Tropez, con il suo faro. Finita la visita, ripercorriamo scendendo la scalinata e davanti a noi si aprono i vicoli della città vecchia, accessibili solo a piedi e che cominciano a riempirsi di turisti. Quella che al nostro arrivo ci sembrava una città vuota e silenziosa, comincia ad animarsi. Sono le 10,30 ed anche gli ultimi negozi ancora chiusi, aprono, i bar ed i caratteristici pub, cominciano a servire cappuccini e brioche, ma qualcuno fa colazione con ostriche e Champagne. Ci perdiamo volutamente in tutti i vicoli possibili, scoprendo angoli fiabeschi e continuando a scattare foto, finchè non scendiamo giù fino in fondo, dove c’è il porto e una serie di barchette da pochi euro, attraccate. Pochi euro? Ci sono yacht da perdere la testa e le macchine che più passano per la strada sono Ferrari e Porsche. Dando un’occhiata ai prezzi dei menù esposti fuori dai ristoranti, notiamo che i prezzi sono notevolmente alti, almeno per noi. Una semplice pizza margherita parte da 12 euro per finire a 18 euro, per non parlare dei primi piatti, decidiamo così di mangiare una bella baguette ripiena di jambon ed Emmental, alla modica cifra di euro 5,50 l’una e ci accomodiamo su una panchina, posta sotto le mura del porto con il sole proprio di fronte a noi che ci scalda e forse ci abbronza anche un po’. Fino alle 14 ci rilassiamo un po’, la fatica per noi vecchietti, comincia a farsi sentire e poi al sole si sta divinamente. Ripartiamo sempre a piedi verso il faro, percorrendo le mura del porto un po’ su ed un po’ giù, scattando sempre delle foto e poi ci riaddentriamo per i vicoli, alla ricerca di qualche angolo che ancora non abbiamo scoperto. Quasi casualmente, percorrendo la via “Montenapoleone” di St. Tropez, dove ci sono tutti i negozi di lusso, da Valentino a Dior, da Prada a Tods ecc. ecc., giungiamo nella piazza, dove alle 9 avevamo parcheggiato le biciclette, pensando ad una città deserta e scoprendo invece che era piena di gente ed i tavolini dei bar e pub erano pieni di turisti. Evidentemente le notti qui sono lunghe ed il risveglio mattutino è ritardato. Sono le 17,30, ci aspettano circa 9 km di bicicletta, si è alzato un po’ di vento che ci renderà il percorso di rientro un po’ più duro e decidiamo di rientrare al camper. Siamo molto soddisfatti, si ci è piaciuta St. Tropez.
Domani si riparte per rientrare, la partenza sarà abbastanza presto, perché vogliamo passare la Liguria quando ancora tutti sono fermi, perché è sempre una zona critica e non abbiamo voglia di fare lunghe code. Una volta al camper, dopo aver caricato le biciclette, abbiamo ancora il tempo, prima di cenare, di fare un salto in spiaggia, per un po’ di sole d altre foto. Ci prepariamo poi alla cena, guardando la tv e seguendo sul televideo la vittoria della Juventus a Firenze, consapevoli che il 5° scudetto di fila è ormai conquistato. Lunedì 25 aprile L’adunata suona presto, questa mattina. Claudia, a cui piace dormire, fa veramente fatica ad alzarsi, ma sono imperterrito e non mi lascio corrompere dai suoi invitanti sguardi. Ore 7,30, giù dal letto, colazione, scarico acque grigie e partenza. Sono le 8,30, il campeggio l’ho pagato il giorno di arrivo, quindi direzione casa, con percorso inverso, con sosta a St. Maxime, per fare il pieno di gasolio ad euro 1,070 al l, non male direi. Il rientro fila perfettamente come da previsione, non facciamo nemmeno un km di fila, ci piange il cuore tornare così speditamente, i panorami della costa azzurra che si intravedono dall’autostrada sono sempre più invitanti, ma se non mi sono fatto corrompere dalla moglie non ci riuscirà nemmeno l’azzurro del mare. Una sosta per un pranzetto veloce, caprese e frutta ed alle ore 16,45 arriviamo a casa, giusto in tempo per festeggiare con matematica certezza lo scudetto della Juventus. Considerazioni finali Per chi è più vicino di noi (540 km) è un giro che si può fare anche in un week end, naturalmente preferibilmente non in alta stagione, un po’ per i prezzi ma soprattutto per il caos di persone. I francesi, come sempre, sono gentili e ben disposti verso i turisti ed i camper. Noi abbiamo preferito sostare nel campeggio, ma qualche camper in libera lo abbiamo visto ed erano sia Italiani che Francesi, inoltre a St. Maxime ed a Port Grimaud, abbiamo visto due aree sosta comunali. Consigliamo di portare le biciclette, visto che c’è una bella ciclabile oppure uno scooter e se riuscite, cercate di arrivare con il serbatoio quasi vuoto, perché il gasolio, se fatto al self services e pagato con carta di credito, costa meno. Noi abbiamo percorso circa 1.100 km ad una media di 10 km/l, abbiamo consumato 110 litri di gasolio al costo medio tra quello messo in italia e quello messo in Francia di euro 1,1025 per una spesa totale di euro 121 circa, più euro 40,40 di campeggio, aggiungiamo i camogli in autostrada, le baguette a St. tropez,e due calamite come souvenir e l’entrata al castello/museo, il totale speso per quasi tre giorni è stato di euro 200,00.

domenica 5 marzo 2017

IN CAMPER TRA LE VIGNE

Un weekend in camper. Sai che novità,  quanti di voi ne hanno fatti. Tanti di voi e tanti weekend ed anche per noi è così.  Ma abbiamo voluto provare una sosta diversa. Una sosta in agriturismo. Essere accolti come al Grand hotel dalla titolare, essere accompagnati al punto di sosta, come quando in hotel ti accompagnano alla camera, essere cioè turisti accolti con tutti gli onori, anche se camperisti.  E già questa è  stata una bellissima sensazione.  Poi il punto sosta. Ma dove signora qui? Ho chiesto. Certo mi dice lei, qui, così domattina si sveglia con la vista del castello. Si ma siamo vicino alla vigna, quasi in mezzo. E la titolare mi dice, non si preoccupi, voi rispettate l'ambiente che vi circonda e non ci sono problemi. Essere accolti anche se camperisti, non accade spesso, anzi a volte non veniamo accolti,  ci sopportano. Quindi posizioniamo il camper, è buio ma, quando spegni il motore, sssss, silenzio. Non una macchina che passa, non un bus, non un treno, solo il rumore del vento.  Che meraviglia. Ma non finisce qui. Hai fame e quindi ancora la signora di prima, ti accoglie nel suo ristorante. Siamo in sei, ti aspetti il solito tavolo rotondo o la tipica tavolata lunga e rettangolare ed invece i tavoli sono uniti e formano un quadrato, siamo due per lato, ed in mezzo tanto tanto spazio. Ci divertiamo a far rotolare la bottiglia dell'acqua per passarla tra noi. Insomma, é quell'insolito che affascina. E per tutta la  cena la titolare ci intrattiene più volte, con aneddoti e racconti, ti consiglia il vino e ti spiega com'è stata lavorata l'uva per arrivare al vino che stai bevendo e poi abbiamo il cane, e non solo può entrare ma la titolare se lo coccola. Insomma, ci sentiamo propio bene. A mezzanotte torni in camper, sempre nel silenzio,  ti addormenti e sai che ti sveglierai non per il rumore di un cassonetto che viene svuotato, ma per il cinguettio di un uccellino. 

Grazie ad In Camper con Gusto che ci ha organizzato questo weekend.